Fumetti

CAMERETTE

15,00 

Frita prende gli ingredienti di cui sono fatte le peggiori giornate della nostra vita e li mescola, per restituirci una meravigliosa catastrofe in cui ciascuno ritroverà la propria cameretta.
Genitori, figli, amici e amanti, persi in un valzer di incontri e di scambi. Spettacolari e assortiti fallimenti, in “Camerette”! Ma cosa scopriamo, se osserviamo queste collisioni sentimentali da un punto di vista diverso? Quanto fuoco cova sotto le ceneri degli errori e dei tradimenti?
“Camerette” svela l’autenticità dei sentimenti, celata sotto l’apparente ipocrisia delle relazioni affettive contemporanee.

RITAGLI DI GIORNALE

18,00 

Diana è un’anziana signora, che ha vissuto gli ultimi sessant’anni della propria vita chiusa in casa. Conosce il mondo solo attraverso il quotidiano a cui è abbonata e di cui è avida lettrice, nonché collezionista.
La sua quiete domestica, fatta di ritagli e di una minuta routine quotidiana, viene spezzata il giorno in cui il postino manca la consegna.
La “caccia” al giornale costringe Diana ad affrontare le proprie paure e avventurarsi nel terribile-meraviglioso mondo esterno. E si sa, quando ci si mette in cerca di qualcosa, capita di trovarne un’altra.
“Ritagli di giornale”  è un fumetto alla ricerca dell’equilibrio perfetto tra “dramma”  e “fiaba”,  affidandosi alla lingua universale della poesia.

Tutti Eroi

18,00 

“Tutti eroi” è ambientato in Friuli, tra il 1917 e il 1918, ovvero tra la disfatta de Caporetto e il trionfo della battaglia del solstizio. Il titolo riprende una celebre esortazione patriottica di IGNAZIO PISCIOTTA, riportata da un soldato ignoto su una casa sinistrata a FAGARÈ DELLA BATTAGLIA (TREVISO). Ivan Appio dà un’identità a quel soldato e quella scritta identifica uno degli incroci narrativi del fumetto.

Una delle ambizioni di “Tutti Eroi” è quella di rivitalizzare l’attenzione verso uno snodo cruciale della prima guerra mondiale, cercando una cifra in equilibrio tra l’attendibilità storica e la libertà creativa, capace di rievocare le voci e le immagini di un comune passato che più sono capaci di parlare al lettore contemporaneo, soprattutto ai coetanei dell’autore.